Il papà è l’erede di Totò Riina, lei vuole fare il magistrato: “Ma devi far uscire le persone di galera”



Anche il nuovo capo dei capi della mafia siciliana, arrestato nei giorni scorsi in un blitz dei carabinieri insieme a numerosi affiliati, doveva fare i conti con il senso di legalità, almeno si spera, della figlia. Una vera e propria “beffa” per il boss del mandamento mafioso di Pagliarelli, scarcerato cinque anni fa e diventato poi l’ere di Totò Riina a 80 primavere.

Settimo Mineo, ufficialmente gestiva una gioielleria in corso Tukory a Palermo, ma in realtà designato dalle famiglie mafiose siciliane come nuovo capo di Cosa Nostra dopo la morte di Totò “u curtu”, aveva una grana in famiglia da risolvere. La figlia, dopo essersi laureata in giurisprudenza, ambiva a entrare in magistratura.

“Mia figlia si è laureata da avvocato. Dice che vuole fare il pubblico ministero” spiega Settimo Mineo al suo autista in una intercettazione. “Dopo tanti anni che ti sacrifichi per far studiare tua figlia… tua figlia ha da guadagnare picciuli facendo l’avvocato, e vuole fare il pubblico ministero. Ma perché non fa l’avvocato e fa uscire le persone di galera” conclude amareggiato il boss.



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