Lotta ai padroni incivili: chi ha un cane deve pulire anche la pipì fatta in strada



Paletta, sacchetto e acqua e sapone per non lasciare tracce. I cittadini di Chivasso, comune in provincia di Torino da mercoledì scorso devono rispettare un’ordinanza decisamente particolare del primo cittadino.

Chi avrà un cane deve anche preoccuparsi di pulire quando fa la pipì per strada. Violare l’ordinanza porterà a sanzioni che vanno dai 25 ai 150 euro. Multe anche alle “gattare” che abbandonano cibo per gli animali in strada senza ripulire.

Il sindaco Claudio Costello spiega che purtroppo il comportamento di alcuni cittadini genera degrado nelle vie della comune piemontese, dal centro come via Torino alle altre zone della città. , anche quelle del passeggio in centro, come via Torino. Comportamenti che hanno provocato le lamentele di diversi cittadini che hanno portato l’amministrazione comunale a partorire l’ordinanza.

Il Comune di Carmagnola – riporta Repubblica -, sempre in provincia di Torino, ricorre invece addirittura all’investigazione alla scientifica per dichiarare guerra alla maleducazione dei proprietari e prevede l’esame del dna su tutti i cani che vivono sul territorio comunale. Sarà l’esame genetico a stabilire a quale cane appartiene la deiezione non raccolta dal marciapiede, un riconoscimento sicuro al 100 per cento che non lascia scampo al padrone disattento a cui sarà inviata la multa. Ad occuparsi dell’esame sarà l’Istituto Zooprofilattico di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, un laboratorio a cui di solito spettano compiti di vitale importanza per la salute pubblica come i controlli sulla sofisticazione alimentare e i controlli sulla salute degli animali come gli esami per scoprire ceppi di mucca pazza o influenza aviaria. Questa volta più che una battaglia per la salute pubblica è una guerra in favore dell’educazione civica. I laboratori, infatti, si occuperanno di creare una mappa con oltre cinquemila profili genetici degli altrettanti cani che vivono a Carmagnola.

“Il nostro contributo scientifico è quello di mettere l’analisi genetica al servizio della lotta alle malattie degli animali in particolare quelle trasmissibili all’uomo, come le parassitosi, in significativo aumento”, spiega la Direttrice Generale dell’Istituto Zooprofilattico Maria Caramelli. La ricerca è sostenuta economicamente in gran parte dalla Derichebourg, la ditta che cura la raccolta dei rifiuti: della raccolta del dna attraverso un tampone della saliva si occuperanno i veterinari del canile comunale e gli studi privati che hanno aderito al progetto ribattezzato “Con il dna di Fido, io mi fido”. Il prelievo del dna, obbligatorio fino al 31 ottobre del prossimo anno, sarà gratuito. L’assessore all’Igiene di Carmagnola Massimiliano Pampaloni la spiega così: “Il problema della mancata raccolta delle deiezioni canine è molto sentito dai cittadini, soprattutto dalle mamme e in particolare nei parchi giochi per bambini e nelle vie del centro storico – dice Pampaloni – Abbiamo deciso di intervenire con una soluzione straordinaria, innovativa ed efficace, creando un metodo che potrà essere facilmente adottato da ogni Comune italiano che ne senta l’esigenza”.



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