Lidia Poët: la prima avvocata d’Italia radiata e riammessa dopo 37 anni

Alessio Barbieri
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Alessio Barbieri
Alessio Barbieri è un curioso di professione e instancabile esploratore di vicende insolite. Ama scavare negli angoli più nascosti di storia, scienza e cultura popolare, svelando...
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Hai mai sentito parlare di Lidia Poët? La sua storia ti sorprenderà: fu la prima avvocata d’Italia, ma venne radiata dall’albo solo perché donna. Questa vicenda, iniziata nel 1883 a Torino, racchiude coraggio, ostilità istituzionale e un’incredibile perseveranza durata 37 anni.

Lidia Poët rappresenta un simbolo del diritto delle donne e dell’emancipazione femminile nell’Italia moderna. Ma dietro il successo c’è una battaglia lunga e spesso solitaria contro stereotipi e pregiudizi. Prima di lei, un altro importante traguardo accademico femminile fu raggiunto da Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, la prima donna laureata al mondo.



Chi era Lidia Poët: la prima avvocata d’Italia

Lidia Poët nasce nel 1855 in Val Germanasca, Piemonte. Dopo una brillante carriera universitaria, si laurea in Giurisprudenza quando ancora alle donne era spesso negato l’accesso agli studi superiori. Nel 1883, fa la storia: viene iscritta all’Ordine degli Avvocati di Torino. Diventa così ufficialmente la prima avvocata d’Italia. Ma la sua conquista dura poco.

AnnoEvento principale
1883Iscrizione all’Ordine degli Avvocati
1884Radiata dall’albo perché donna
1920Le donne possono esercitare l’avvocatura

Il caso della radiazione e le reazioni

Dopo pochi mesi dalla storica ammissione, un provvedimento di radiazione colpisce Lidia Poët. La motivazione è chiara e discriminante: “la donna non può esercitare l’avvocatura”. La sua presenza negli uffici giudiziari viene vissuta come una minaccia alle regole tradizionali. La società italiana dell’epoca resta divisa: tra diffidenza e piccoli gruppi di sostenitori, la questione fa scalpore sulla stampa.

  • Molti uomini la osteggiano apertamente.
  • Alcuni intellettuali difendono il suo diritto a esercitare.
  • La Corte di Cassazione conferma la radiazione nel 1884.

La lunga battaglia e la vittoria finale

Lidia non si arrende: continua a lavorare nello studio legale del fratello e diventa protagonista delle battaglie per il diritto delle donne. Partecipa a convegni, scrive e alimenta il dibattito pubblico. Solo nel 1920, grazie anche al suo esempio, le donne ottengono finalmente il diritto di esercitare la professione di avvocato in Italia. Dopo 37 anni di lotta simbolica, la sua resilienza porta frutti. Il cammino di Lidia affianca nel tempo quello di altre grandi pioniere, come Laura Bassi, la prima donna con cattedra scientifica in Europa.

Impatto sull’emancipazione femminile

La storia di Lidia Poët ha effetti duraturi sull’emancipazione femminile. Il suo caso non riguarda solo il foro, ma si estende a tutto il movimento per i diritti delle donne in Italia. La sua figura ispira generazioni di avvocate e professioniste, dimostrando che la perseveranza può cambiare la storia anche nelle società più chiuse. Anche nel passato, vi sono state innovazioni legislative a favore delle donne, come mostrato dalla Carta de Logu, innovazione sarda per i diritti femminili nel Medioevo.

  • Ispirazione per altre donne a intraprendere professioni legali.
  • Promozione del dibattito sui diritti civili femminili.
  • Contributo reale alle riforme legislative del primo Novecento.

In sintesi

  • Lidia Poët fu radiata perché donna, nonostante le sue competenze.
  • La sua lotta durò ben 37 anni.
  • Il suo esempio fu decisivo per l’emancipazione femminile italiana.
  • Oggi rappresenta un modello di tenacia e giustizia.

Domande frequenti

Perché Lidia Poët fu radiata dall’albo degli avvocati?

Fu radiata perché la legge dell’epoca non ammetteva donne all’esercizio dell’avvocatura.

Come reagì la società italiana alla sua radiazione?

La società era divisa: prevaleva la diffidenza, ma alcuni sostenitori difendevano il suo diritto.

Quando le donne poterono esercitare ufficialmente l’avvocatura in Italia?

Solo intorno al 1920, 37 anni dopo la radiazione di Lidia Poët.

Qual è il significato della sua battaglia oggi?

Simbolo di lotta contro le discriminazioni e per i diritti civili femminili.

La storia di Lidia Poët ci insegna che rompere le regole ingiuste richiede coraggio e costanza. Oggi puoi trarre ispirazione dalla sua perseveranza per affrontare anche le sfide che sembrano impossibili.

Alessio Barbieri è un curioso di professione e instancabile esploratore di vicende insolite. Ama scavare negli angoli più nascosti di storia, scienza e cultura popolare, svelando quelle chicche sorprendenti che non sapevi di voler conoscere. Con ironia e passione, accompagna i lettori di Quel che non sapevi in un viaggio sempre nuovo alla scoperta del lato più affascinante e inatteso della conoscenza.
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