L’avvistamento del rarissimo capriolo albino



«Guarda, papà. C’è una capretta». Luca Zanfron, fotografo bellunese, martedì passeggia con il figlio per i boschi intorno alla città, sulle Prealpi. Alza lo sguardo, in una radura coltivata a mais. E lì, tra le pannocchie, vede una cosa che però non è una capra. Ha il colore delle apparizioni: il bianco. Si tratta di un capriolo albino. Ha gli occhi cerchiati di rosa, in risalto con la tinta chiarissima del manto, e le orecchie, anche, sembrano più grandi e più rosa del solito, per effetto del contrasto. «È un caso rarissimo, un’aberrazione genetica: il bianco ne azzera il mimetismo, per questo è un animale quasi condannato. È pericoloso per il resto del branco». Fotografo e animale si fissano per qualche secondo. «Poi ho afferrato la macchina e ho fatto clic». Lo scatto è magnifico, ha il verde brillante del prato, la tinta bruna delle foglie secche, l’intensità dell’attimo rubato.

L’avvistamento del rarissimo capriolo albino

fonte, Corriere della Sera



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