L’algoritmo che svela le bugie raccontate dai politici



L’algoritmo che trova i politici racconta-balle, si tratta di un sistema per scoprire se un candidato alle elezioni vi sta ingannando con promesse false. A livello teorico sembra funzionare. Cosa direbbero i politici italiani, alle prese con la prossima campagna elettorale, se venissero sottoposti a un “test scova balle”, un sistema per individuare il livello di onestà delle loro affermazioni pubbliche?

Che è un complotto dei comunisti?  Oppure l’ultima trovata di una maggioranza che si reputa infallibile?  Non lo sappiamo, ma quel che è certo è che in Canada – dove è appena terminata una delle più agguerrite elezioni della storia del Paese – qualcuno ha pensato di sviluppare qualcosa di simile: un sistema scientifico, e quindi per definizione super partes, per misurare l’affidabilità dei politici e delle loro dichiarazioni.

Non è una macchina della verità. Il sistema non prevede nessun elettrodo collegato alla testa del candidato liberale, nessun rilevatore della pressione sanguigna che pende dalle braccia del leader democratico. Quello sviluppato da David Skillicorn della Queen’s University (Ontario) è un algoritmo, dunque un sistema per ora soltanto teorico. Il ricercatore canadese ha preso in esame un insieme di recenti discorsi politici e li ha “sezionati” sottoponendoli a un modello messo a punto da un team di psicologi di un’altra università, quella del Texas, che identifica sulla base di dati statistici le strutture psicolinguistiche che caratterizzano il frasario di chi sa di ingannare il proprio uditorio. Un esempio? James Pennebaker, che ha coordinato il progetto dell’università statunitense, ha notato che nei discorsi dei politici più abili a “raccontare balle” si nota una scarsa presenza di pronomi personali (come “io” e “noi”) e, al contrario, un’abbondanza di avverbi che indicano eccezioni, come “comunque”.

Dentro la mente dei politici. «Si tratta di un fenomeno inconscio» recisa Pennebaker «che funziona più o meno come la dilatazione delle pupille o le alterazioni della respirazione, indizi fisici che aiutano a capire se una persona sta mentendo». Come dire: per quanto un oratore possa essere abile a nascondersi dietro le parole, lascerà sempre delle tracce: segnali che, se interpretati, possono rivelare qualcosa di lui e della sua mente.

fonte, Focus



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