La storia di Riccardo Muci, il poliziotto eroe nell’inferno di Borgo Panigale



“L’esplosione mi ha travolto, letteralmente. Se ho avuto paura? La paura è un sentimento normale, è giusto che ci sia in ognuno di noi. E’ il comprendere la paura che ci permette di tornare a casa. Non siamo dei Rambo ma siamo innanzituttto degli esseri umani. In quel momento non mi sono lasciato trascinare dalle emozioni. Il mio primo pensiero è stato quello di capire l’entità del danno e mettere in salvo quante più persone possibili”.

Riccardo Muci, 31 anni, è il poliziotto eroe che tra i primi è intervenuto a Borgo Panigale, sotto il ponte dell’autostrada, dopo che un’autocisterna è esplosa sul raccordo. L’uomo giusto al momento giusto: l’agente del commissariato Santa Viola è sceso dalla volante per allontanare gli altri automobilisti e bloccare il traffico. In questo modo ha salvato delle vite, mettendo al riparo tutti prima che il gas contenuto nell’autocisterna esplodesse come una bombola. Ha lavorato finché il dolore non l’ha costretto a fermarsi. Perché la palla di fuoco ha travolto anche lui. Adesso è ricoverato al reparto grandi ustionati dell’ospedale Bufalini di Cesena. Il premier Conte lo ha incontrato per ringraziarlo.

“Io sono Riccardo, sono un poliziotto e cerco di fare bene il mio lavoro”, risponde al telefono quando gli si chiede se si sente un eroe. Originario di Copertino (Lecce), da tre anni a Bologna dopo una parentesi a Milano, stamattina quando si è svegliato ha pensato: “Mi è andata bene. Certo, non l’ho detto proprio in questi termini…”. Poi torna a quei momenti: “Dopo l’esplosione sono fuggito incitando le altre persone a seguirmi, allontanandomi dalla zona. Appena arivato alla mia macchina, il mio collega mi ha buttato dell’acqua fresca addosso in attesa dei soccorsi. Finché ho retto il dolore ho dato una mano ai carabinieri per i soccorsi, poi le ferite mi hanno sovrastato e mi sono dovuto fermare. Sarà una convalescenza molto lunga, non me la sanno ancora quantificare. Ma se mi dovessi ritrovare in una circostanza analoga interverrei comunque”.

Ora ha ustioni di secondo grado sul corpo. Il calore che lo ha investito è stato così forte da sciogliere la maglietta ignifuga che indossava, che si è fusa con la sua pelle. Il premier Giuseppe Conte è andato a incontrarlo: “Era emozionato, si è congratulato per quanto accaduto e poi abbiamo avuto una conversazione privata. Per il poliziotto i medici stanno valutando la possibilità di un intervento chirurgico. Ma Riccardo sta reagendo col sorriso sulle labbra: pollici alzati e sguardo fiero, come nello scatto che in queste ore sta facendo il giro d’Italia. Conte è poi andato all’ospedale di Bologna, dove sono ricoverati gli altri feriti, circa 100, tra i quali anche 11 carabinieri. Anche loro si sono precipitati in strada, in borghese, e armati solo di palette hanno bloccato il traffico vicino al ponte, lo stesso che poi è crollato.

fonte: bologna.repubblica.it



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