Ha la cresta verde ma è una tartaruga: una specie di rettile che rischia l’estinzione



Di lei si sta dicendo tutto: è stata definita persino “punk” e “green”. Ma è straordinaria dal punto di vista biologico perché può restare sott’acqua per tre ore respirando solo attraverso la ”cloaca”, ossia la cavità vicino alla coda che viene usata sia per la riproduzione che per la defecazione. E’ la tartaruga del fiume Mary (Elusor macrurus), una delle creature più sorprendenti del pianeta, che grazie al ciuffo di ”capelli verdi” ricorda vagamente Fat Mike dei Nofx. E ora rischia l’estinzione.

Se la sua foto con cresta alla moicana e gli occhi spalancati sta facendo in queste ore il giro del web è perché è una delle ultime specie inserite in una lunga lista di magnifici e unici rettili che stiamo perdendo per sempre. Pensate: se non si porrà freno alla perdita della biodiversità fra qualche decennio ai nostri nipotini che chiederanno di vedere un esempio vivente di che cos’erano su per giù i dinosauri resterà ben poco da mostrargli.

Perché secondo la nuova lista diffusa dalla Zoological Society of London (ZSL) aumentano i rettili più particolari ed evolutivamente distinti fra le specie a rischio estinzione. La “Edge Reptiles List” di Zsl, supportata anche da uno studio pubblicato da Plos One, è una speciale classifica che cerca di stilare – attraverso indici che vanno dal rischio di estinzione alla perdita degli habitat, dall’isolamento sino ai possibili pericoli futuri – una lista degli animali che potrebbero scomparire per sempre.

Se si parla spesso di mammiferi, pesci o insetti, va sottolineato che ad oggi fra gli animali che destano uno degli allarmi più preoccupanti per il futuro ci sono proprio i rettili. Al primo posto del lungo elenco (di 100 rettili) c’è la tartaruga dalla testa grande del Madagascar, essere che ha il più alto punteggio di ”vulnerabilità Edge” tra i vertebrati ed è seguita sul triste podio delle specie a rischio dalla tartaruga dei fiumi del Centro America e dal serpente cieco del Madagascar.

Quest’anno però, per mostrare una delle creature meno conosciute e già ad altissimo rischio di estinzione, è stata scelta come simbolo la tartaruga del fiume Mary. Il suo aspetto punk, quel ciuffo di alghe verdi sul cranio e il grande carapace che sfiora i 50 centimetri, oltre che la lunga coda, sono elementi distintivi di un animale con caratteristiche uniche: il rettile, endemico del fiume nel Queensland (Australia), può infatti rimanere sott’acqua per oltre tre ore respirando soltanto attraverso i suoi genitali.

Ha la cresta verde ma è una tartaruga: una specie di rettile che rischia l'estinzione

E’ una meraviglia dell’evoluzione che, se il mondo non rafforzerà l’impegno nella lotta alla scomparsa della biodiversità, potrebbe davvero restare solo un ricordo. Nella lista EDGE è entra al 30° posto con un livello di attenzione alla sua conservazione definito come “medio”.

Curiosamente, a cavallo fra gli anni Sessanta e Settanta, questo animale ricoperto di alghe verdi – proprio per il suo inusuale aspetto – era diventato uno fra i “pet” domestici preferiti in Australia dove decine di persone acquistavano esemplari nei negozi da tenere poi nelle proprie vasche in casa. Nonostante fosse bravo a nascondersi (rimaneva sott’acqua anche 72 ore grazie alla respirazione con gli orifizi dei suoi organi riproduttivi) non è infatti sfuggito ai collezionisti e alla brama dell’uomo che all’epoca fecero incetta di uova nei nidi. Oggi, appunto, paghiamo le conseguenze di quei gesti.

Con l’inserimento nelle liste Edge di Zsl, elenchi nati nel 2007 proprio per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle specie a rischio, biologi e ricercatori fanno appello al mondo per un maggiore impegno nella conservazione.

Come per la ”tartaruga punk”, lo stesso vale per l’alligatore cinese, per il boa di Round Island alle Mauritius, per il minuto camaleonte del Madagascar grande come un francobollo, per il gaviale e tanti altri. Non certo animali da circo, ma esemplari da salvare in nome della biodiversità che da sola è in grado di dare spettacolo.

Si parla meno dei rettili in termini di conservazione, rispetto a uccelli e mammiferi. Tuttavia, l’elenco dei rettili di Edge evidenzia quanto siano uniche, vulnerabili e incredibili queste creature” spiega Rikki Gumbs, coordinatore della lista. “Molti di questi rettili sono gli unici sopravvissuti di antiche stirpi con discendenze fin ai tempi dei dinosauri. Se perdiamo queste specie non ci sarà più niente di simile sulla Terra“.

fonte La Repubblica



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