Borgo Nuovo di Bari: la rivoluzione urbanistica di Murat nel 1813

Silvana Ascione
Di
Silvana Ascione
Silvana Ascione, attenta osservatrice del quotidiano e narratrice dal sorriso pronto, ha la capacità rara di trasformare piccoli dettagli in grandi scoperte. Su Quel che non...
leggi in 6 minuti


Lo sapevi che Bari deve molto della sua forma attuale a una rivoluzionaria decisione presa oltre due secoli fa? Immagina la città stretta tra antiche mura e vicoli angusti, poi improvvisamente proiettata verso il futuro grazie a un gesto audace. È il 1813 quando Gioacchino Murat, re di Napoli e cognato di Napoleone Bonaparte, firma un decreto che cambierà il volto del capoluogo pugliese.

Forse non lo immagini, ma proprio allora inizia a prendere vita il celebre “Borgo Nuovo di Bari”, oggi noto come Borgo Murattiano, esempio pionieristico di pianificazione urbana moderna nel Sud Italia. Un’idea di città nuova, ordinata e luminosa, destinata a rompere le catene di una Bari soffocata dalla storia e dalle sue stesse mura.



Un sogno napoleonico sulle rive dell’Adriatico

  • Rivoluzione urbana: Fino all’inizio dell’Ottocento, Bari Vecchia era un labirinto di stradine e case malandate, poco salubri e sovraffollate.
  • La visione di Murat: Il re, attratto dalla posizione strategica della città e desideroso di modernizzarla, firma il 25 aprile 1813 un decreto fondamentale: la nascita, appena fuori dalle antiche mura, di un quartiere nuovo, arioso e razionale.
  • L’influenza francese: Sotto Murat, la cultura urbanistica francese porta innovazioni come strade dritte, rilevamenti catastali e la stesura di veri piani regolatori.

Dietro questa trasformazione c’è l’eco delle grandi città europee – Parigi in primis – e il desiderio di riscrivere il futuro di Bari partendo dallo spazio pubblico. Si tratta di uno dei primi passi concreti verso la città moderna: l’urbanistica non più lasciata al caso, ma pensata per migliorare la qualità della vita. In questo contesto di rinnovamento urbano, altre metropoli hanno vissuto cambiamenti impressionanti, come si può scoprire nella storia delle città perdute che il tempo ha cancellato ma non dalla memoria collettiva.

Dalla carta alla realtà: una costruzione lunga decenni

  • Un piano a lunga scadenza: Nonostante il decreto di Murat, ci vorranno anni prima che il nuovo quartiere prenda davvero forma. La prima casa verrà costruita solo nel 1816, e poco dopo partiranno i lavori per il primo edificio pubblico: il mercato coperto in Piazza del Ferrarese, oggi Sala Murat.
  • Il mito della fondazione: Leggende e aneddoti fioriscono intorno a questi eventi. Si racconta di un anello regalato da Murat durante la posa della prima pietra e della celebre frase “Ne faremo una grande e bella città”. In realtà, queste storie nacquero molto dopo e fanno parte del folklore locale.
  • Una città che cresce: Il nuovo borgo si espande negli anni, portando aria fresca ed edifici eleganti nella Bari di allora. L’ampiezza delle strade e la razionalità degli spazi sono una svolta rispetto al passato.

Borgo Murattiano non nasce tutto d’un colpo: è un processo graduale fatto di progetti, abbattimenti delle vecchie porte cittadine e costruzione di servizi moderni. Eppure è l’inizio di una nuova mentalità urbana, dove il benessere collettivo diventa un obiettivo concreto.

Il segno indelebile della modernità

  • Dal passato al presente: Ancora oggi, il cuore elegante e geometrico di Bari deve la sua struttura proprio a quel progetto nato nel 1813.
  • L’esempio per il Sud Italia: L’intervento di Murat non rimase isolato. Diede il via a una stagione di sviluppo urbano che cambiò il volto di molte città del Regno di Napoli, come dimostra la nascita della prima ferrovia italiana a Napoli nel 1839, simbolo di progresso e modernità.
  • Pianificazione consapevole: L’adozione di piani urbanistici moderni segnò uno spartiacque rispetto alle città nate caoticamente nel Medioevo.

Cosa rende così sorprendente questa storia? Che tutto è partito dalla lungimiranza di un re che, sulle orme dell’Europa più evoluta, ha saputo vedere lontano. Bari ha smesso di vivere “in difesa” dietro le sue mura, scegliendo di aprirsi, crescere e diventare un esempio di rinnovamento urbano.

Curiosità e domande per te

  • Hai mai passeggiato per il Borgo Murattiano notando la differenza con Bari Vecchia?
  • Ti sei mai chiesto come sarebbero oggi le nostre città senza la lungimiranza di chi le ha progettate?
  • Quali altre città hanno vissuto trasformazioni simili grazie a personaggi visionari?

Scopri di più: Il Borgo Murattiano è ancora oggi un luogo vivo, elegante e ricco di storia. Se ti incuriosisce l’urbanistica o ami scoprire storie nascoste dietro le città, vale la pena esplorarlo a occhi nuovi. La prossima volta che cammini tra le sue strade regolari, pensa: qui, due secoli fa, qualcuno ha sognato una Bari grande e bella. Quel sogno continua ogni giorno.

Se vuoi approfondireFonti utili
  • La storia del Borgo Murattiano
  • L’influenza francese sull’urbanistica italiana
  • Progetti simili in altre città del Regno di Napoli
  • Le trasformazioni urbane nel XIX secolo
  • Gioacchino Murat su Wikipedia
  • pugliain.net
  • Storia della città – Principal urbanistici degli stati italiani
  • Accadde a Bari – Nasce il borgo murattiano (1813)
Silvana Ascione, attenta osservatrice del quotidiano e narratrice dal sorriso pronto, ha la capacità rara di trasformare piccoli dettagli in grandi scoperte. Su Quel che non sapevi si dedica con passione e ironia a temi come tradizioni popolari, curiosità linguistiche e strane abitudini dal mondo, convinta che ciò che consideriamo ordinario possa rivelarsi straordinario, se solo guardato da un'altra prospettiva.
3 commenti