10 storiche aziende che sono fallite per motivi assurdi: non immaginerai mai di quali stiamo parlando



C’erano e fatturavano tantissimo, poi è arrivato il crack dovuto a diversi motivi: crisi, scelte sbagliate del management, la concorrenza, l’avanzare della nuova tecnologia. Quante grandi aziende sono sparite nel corso del tempo e quanti ricordi suggestivi solo a nominarle…

Da Blockbuster a DeLorean, da Pan Am a Tower Records, da Commodore 64 a Kodak, storie di grandi aziende che, sebbene in pochi sarebbero stati in grado di predirne la fine, hanno chiuso i battenti.

Scorri in basso per scoprire le aziende che credevamo eterne ma che sono scomparse!

Blockbuster

Nata nel 1985 è diventata il marchio più noto al mondo nel mercato del noleggio di film e videogiochi. A metà degli anni ’90 era presente in 25 Paesi, inclusa l’Italia. Con l’arrivo del nuovo millennio, complice l’incapacità di adeguarsi ai tempi e al digitale, l’azienda è stata soffocata da Netflix, dalle pay per view e da di internet. Nel 2013 la chiusura degli ultimi 300 negozi rimasti e ceduti due anni prima alla Dish Network, azienda Usa attiva nel settore della tv satellitare.

DeLorean

Nata nel 1975 la DeLorean Motor Company stava fallendo quando, nel 1985, ha guadagnato notorietà grazie al primo capitolo della trilogia ‘Ritorno al Futuro’. Ha prodotto un solo modello di automobile, la DMC-12, ne esistono circa 7mila esemplari al mondo.

Enron

Nata nel 1920 e fallita nel 2001, la Enron è stata un fiore all’occhiello delle multinazionali americane. Operava nel campo dell’energia e per anni ha evaso il fisco e gonfiato gli utili. La bancarotta fraudolenta ha lasciato senza pensione circa 20mila dipendenti, ha causato il fallimento di alcune piccole e medie imprese ad essa collegate e ha lasciato un buco di oltre 10 miliardi di dollari. L’amministratore del gruppo Jeff Skilling, è stato condannato a 24 anni di reclusione.

Kodak

La Eastman Kodak Company, più nota con il nome di Kodak, esiste ancora. Nata nel 1888 ha legato il proprio nome alla fotografia, alle pellicole e agli strumenti per sviluppare le foto. Nel 2012, ad un passo dal fallire, è entrata in amministrazione controllata e ne è uscita a fine 2013 dopo avere fatto a meno di apparecchi e pellicole, affidandone la produzione in licenza ad aziende terze. Oggi è concentrata sui sistemi di stampa industriali, sensori per display touch e diversi prodotti chimici.

Lehman Brothers

Nata nel 1850 è diventata in pochissimo tempo una delle più grandi società finanziarie al mondo e, nel pieno della crisi dei mutui, ha dichiarato bancarotta nel 2008. Si è trattato del più grande fallimento al mondo e ha tolto il triste primato ad un’altra azienda americana, il gruppo telefonico WorldCom, fallito nel 2002. Con la chiusura della Lehman Brothers, hanno perso il lavoro 26mila persone, delle quali 150 in Italia.

Pan Am

La Pan American World Airways, nata nel 1927 come servizio di idrovolanti, è entrata in breve tempo nella lista delle maggiori compagnie aeree Usa. È stata la prima a fare largo uso di aerei a reazione e la prima a dotarsi di Boeing 747 e la prima, sul finire degli anni ’60, ad introdurre un sistema computerizzato per la gestione e la prenotazione dei voli. Pochi anni dopo Pan Am ha cominciato ad accusare colpi dato il crescente numero di concorrenti e la crisi energetica. E poi il dirottamento del volo Pan Am 73 (1986) e l’attentato sul volo Pan Am 103 (1988) hanno fatto il resto, l’azienda ha chiuso i battenti nel 1991.

Tower Records

L’avventura della Tower Records è durata pochissimo, dal 1964 al 1970. Nonostante non sia riuscita a diventare un colosso, rimane una pietra miliare nella storia delle etichette discografiche. Ha contribuito a rendere famosi i Pink Floyd negli Usa, pubblicando i primi 3 album e ha mostrato di vedere lontano, puntando su giovani artisti come Tom Jones. A partire dai primi anni ’70 è diventata una sussidiaria della Capitol Records, che ne ha disperso ogni traccia. Peccato!

Atari

Fondata nel 1972, è stata per oltre un decennio un’azienda determinante per lo sviluppo sia dei personal computer che dei videogiochi. Poi, negli anni ’90, la lenta disfatta per mano dei computer IBM compatibili e la concorrenza delle console giapponesi, tra cui la PlayStation.  E poi la Infogrames, che l’ha rilevata nei primissimi anni 2000, è fallita a sua volta nel 2009.

Commodore 64

Nel 1955 era un negozio in cui si riparavano macchine per scrivere; nel 1962 ha cominciato a produrre e a vendere calcolatrici, messe poi in crisi dalla Texas Instruments che si è imposta sul mercato a prezzi inferiori. Poi, nel 1976, l’inizio dell’avventura imprenditoriale che ha contribuito a fare entrare gli home computer nelle nostre case. Nel 1994 il fallimento, dovuto soprattutto alle politiche aziendali orientate quasi esclusivamente al profitto, a scapito della qualità. Negli anni a seguire i brevetti sono passati di azienda in azienda fino ad arrivare all’attuale Commodore Usa, che non ha nulla a che fare con quella fondata da Jack Tramiel 60 anni fa.

Texaco

Società petrolifera americana nata nel 1901 e rilevata nel 2001 dalla Chevron Corporation, anch’essa americana. Presente per molti anni in tutti i 50 Stati, nel 1985 ha perso una causa miliardaria per concorrenza sleale e, da quel momento, ha progressivamente stretto alleanze strategiche con altre aziende del settore, fino a scomparire del tutto


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