Accise sulla benzina, quali sono e quanto pesano sul prezzo



L’accisa è definita dalla Treccani come il “Tributo indiretto applicato sulla produzione o sul consumo di determinati beni“. Stiamo parlando di quelle imposte che i governi utilizzano per garantirsi, sempre secondo quanto pubblicato sull’Enciclopedia, “un gettito immediato e costante per lo Stato” e che quindi solitamente colpiscono “prodotti di largo consumo, in proporzione al consumo stesso”.

Solitamente, infatti, le accise colpiscono oli minerali e derivati, alcool e bevande alcoliche, fiammiferi, tabacchi lavorati, energia elettrica, gas metano, oli lubrificanti. Per quanto ci riguarda le “più famose” sono quelle sulla benzina. E spesso sono davvero incomprensibili. Proprio per questo, ogni candidato che si rispetti, in campagna elettorale annuncia di voler eliminare le accise sulla benzina, e continua a ribadirlo una volta al governo. Non sempre, però, questo viene fatto. Il governo attuale, Lega-5 Stelle, ci starebbe seriamente pensando. Staremo a vedere cosa succederà.

QUANTO PESANO LE ACCISE SUL PREZZO DELLA BENZINA – Nel frattempo, però, vediamo quali sono le accise che accrescono il prezzo della benzina. Secondo un recente articolo di Virgilio Motori (link), il 64% del prezzo finale della benzina riguarda la componente fiscale mentre il 36% quello industriale. Della parte fiscale fanno parte l’IVA al 22%, la materia prima che incide per il 27%, e il margine lordo del distributore che è pari al 9%. Su un litro di benzina (circa 1,5 euro), le accese dovrebbero pesare per oltre 0,7 centesimi.

LE 17 ACCISE CHE FANNO LIEVITARE IL PREZZO DELLA BENZINA – Sono 17 le accise che paghiamo ogni qualvolta acquistiamo un litro di benzina. Ecco l’elenco completo:

0,000981 euro: finanziamento per la guerra d’Etiopia (1935-1936)
0,00723 euro: finanziamento della crisi di Suez (1956)
0,00516 euro: ricostruzione dopo il disastro del Vajont (1963)
0,00516 euro: ricostruzione dopo l’alluvione di Firenze (1966)
0,00516 euro: ricostruzione dopo il terremoto del Belice (1968)
0,0511 euro: ricostruzione dopo il terremoto del Friuli (1976)
0,0387 euro: ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia (1980)
0,106 euro: finanziamento per la guerra del Libano (1983)
0,0114 euro: finanziamento per la missione in Bosnia (1996)
0,02 euro: rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri (2004)
0,005 euro: acquisto di autobus ecologici (2005)
0,0051 euro: terremoto dell’Aquila (2009)
da 0,0071 a 0,0055 euro: finanziamento alla cultura (2011)
0,04 euro: emergenza immigrati dopo la crisi libica (2011)
0,0089 euro: alluvione in Liguria e Toscana (2011)
0,082 euro (0,113 sul diesel): decreto “Salva Italia” (2011)
0,02 euro: terremoto in Emilia (2012)



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