8 incredibili cose che dobbiamo alla Rivoluzione Francese: quando le leggerai rimarrai di stucco



La Rivoluzione Francese definita dalla storiografia come lo spartiacque tra l’età moderna e l’età contemporanea, è stata non solo l’artefice di una nuova concezione di stato (il cosiddetto stato di diritto o stato liberale) ma ha anche influenzato anche altri ambiti della nostra vita… rimarrai di stucco.

Dalla moda alla ristorazione, dall’economia alla sanità, scoprite insieme a noi le cose incredibili che dobbiamo alla Rivoluzione Francese, per noi è stata una scoperta.

Scorri in basso per scoprire le 10 cose che dobbiamo alla Rivoluzione Francese!

Il sistema metrico

Nel 1793, il sistema metrico è stato inventato per standardizzare e unificare le oltre 800 unità di misura usate in Francia prima della rivoluzione. In base alla distanza dal Polo Nord all’equatore lungo il meridiano di Parigi, il nuovo sistema sostituiva una panoplia di unità spesso basata sul corpo umano straordinariamente variabile, come il piede (pied ) o il pollice (pouce ). L’inglese Arthur Young che viaggiò in Francia dal 1787 al 1789 ha scritto: “In Francia, l’uso delle misure supera ogni comprensione. Differiscono non solo in ogni provincia, ma in ogni distretto e in quasi tutte le città “. Il nuovo sistema non è stato accolto subito, è diventato legge qualche anno dopo, nel 1799.

The Baguette (‘Pane per l’uguaglianza’)

Nel 1793, un decreto governativo francese ha stabilito che tutti avrebbero mangiato lo stesso pane. Non più pane pesante per i poveri (la boule ) e leggero e croccante per i ricchi. Da qui a stabilire se questa nuova pagnotta sia stata davvero la baguette, il dibattito è aperto. Sul punto, infatti circolano varie leggende e non tutti sono d’accordo, ma è incontestabile che la baguette sia nata nel periodo rivoluzionario.Una teoria attribuisce l’invenzione della baguette all’evasione fiscale. Nel 1790, si parlava di riscuotere un’imposta sia diretta che indiretta sul pane, sulla boule. Cambiando sia la farina usata che la forma confidata, i boulangers potevano vendere ciò che volevano, esentasse. Un’altra teoria sostiene che la baguette sia stata introdotta da un giovane ufficiale viennese, diventato poi panettiere, che arrivò a Parigi durante la Seconda Rivoluzione Francese nel 1830, portando con sé ricette per pane lievitato alla birra e cotto a vapore in una forma allungata. Chi vuole, invece, aggrapparsi alla leggerezza della baguette potrebbe attribuire la sua nascita alla Grande Armata di Napoleone. La sua forma cilindrica ed il peso più leggero, lo fecero diventare il pane di Napoleone, perché era più facile da trasportare. Il valore medio della boule pesava 1-3 chilogrammi

I primi ristoranti a Parigi

Prima della rivoluzione la popolazione francese si aggirava sui 26 milioni, e 400.000 erano nobili. Dopo la rivoluzione, ne rimasero circa 15.000. Quindi cuochi eccellenti e personale di servizio erano senza lavoro, ed ecco allora il miracolo. Molti aprirono un nuovo tipo di ristorante dove i commensali potessero sedere ai propri tavoli anziché a quelli comuni. Potevano mangiare quello che sceglievano in piatti di fine porcellana e serviti con grazia e cordialità..La parola “ristorante” originariamente designava un brodo di carne. Verso la metà del XVIII secolo, poco prima del tumulto politico, il termine indicava il luogo dove mangiare. Il primo ristorante fu aperto a Parigi nel 1765 e, nel 1789, dopo la caduta dell’aristocrazia,comparvero un centinaio di ristoranti parigini.

“Liberi e senza braghe”

Sotto l’antico regime francese, l’ abbigliamento era dettato dal grado della società. All’Assemblea nazionale, ad esempio, i nobili indossavano mantelli e gilet ricamati con oro, e cappelli ornati di piume. Il clero indossava abiti ecclesiastici in rosso, viola ed oro.Entrambe queste classi privilegiate indossavano anche culottes (brache). Il resto dei rappresentanti, il Terzo Stato, indossava abiti semplici neri con cravatte bianche e cappelli semplici. Questo codice di abbigliamento obbligatorio era una dimostrazione visiva della disuguaglianza.Nel 1792 i rivoluzionari francesi sventolavano bandiere che criminalizzavano le culotte. I veri repubblicani erano “liberi e senza brache”.

Lo zoo pubblico

Nel novembre del 1793, tre collezioni private di animali vivi e esotici, sequestrate dal governo a famiglie aristocratiche, trovarono una casa nel Jardin des Plantes, a Parigi. In quello stesso anno fu emanato un decreto che proibiva la presenza di animali selvatici nelle strade della capitale.., e così anch’essi, trovarono rifugio al Jardin des Plantes. L’anno dopo, nel 1794, si aggiunsero anche gli animali sopravvissuti delle collezioni reali di Versailles e Raincy…  e poco dopo un vero zoo, con 58 animali,fu ufficialmente aperto da un decreto approvato dalla Convenzione. Oggi lo zoo ospita più di 1200 animali nel cuore di Parigi, richiamando tantissimi turisti.

La democratizzazione della gastronomia

‘L’Almanach des Gourmands’, pubblicato per la prima volta nel 1803, si riferisce alla rivoluzione culinaria che necessariamente seguì quella politica. Con una redistribuzione della ricchezza così improvvisa e drammatica , l’Almanach era una sorta di guida pratica per la cucina raffinata.La prima edizione era dedicata ad un famoso buongustaio, Monsieur d’Aigrefeuille, con menzione speciale a Jean-Jacques-Regis de Cambaceres come il ‘tavolo più illustre’ di tutta Parigi. Come secondo console di Napoleone, Cambaceres spendeva cifre esorbitanti sulla cucina. Il suo bue proveniva da Amburgo, i suoi prosciutti dalla Westfalia e i suoi vini da Oporto, Madeira e Malaga.Oggi, l’Enciclopedia gastronomica francese include la voce “a la Cambaceres” come metodo per cucinare alcune prelibatezze tra cui aragosta, piccione e foie gras.

Tecniche mediche rivoluzionarie e moderne

Sotto l’antico regime la medicina in Francia era stratificata in classi come il resto della società. I medici avevano autorità sui chirurghi e i due rami della medicina erano soggetti a leggi diverse, a diritti diversi e a diverse posizioni sociali. Nel 1792, gli ideali di libertà e uguaglianza si applicarono anche in campo medico. Dominique Larrey, un chirurgo della Guardia Imperiale, introdusse l’idea del triage, dividendo i feriti in tre gruppi a seconda della gravità della ferita. .Al 1°appartenevano quelli che avevano pochissima speranza di sopravvivere, al 2° quelli che dovevano essere operati, al 3°quelli che avevano buone possibilità di recupero. Ovviamente la priorità veniva data ai pazienti più a rischio, è nato così il pronto soccorso.

Croce Rossa Italiana

Larry e il suo collega chirurgo, il dott. Pierre-Francois Percy, esercitavano i servizi di Croce Rossa tre quarti di secolo prima della sua fondazione. Larrey ha inventato ‘l’ambulanza volante” trainata da cavalli che poteva trasportare fino a quattro feriti rapidamente e in relativa comodità all’ospedale più vicino. Poi Percy ha fatto un passo in più. Nel 1799 ha introdotto l’unità chirurgica mobile che poteva portare il tavolo operatorio sul campo di battaglia.Questa nuova medicina mobile francese non ha preso in considerazione la nazionalità o l’affiliazione nel trattare i feriti. Larrey e Percy hanno trattato tutto senza differenziazione. Anche se ci sono voluti altri decenni perché l’idea si diffondesse universalmente, il programma pilota è stato applicato con successo, grazie alla fede nella libertà, nell’uguaglianza e nella fraternità nate dalla rivoluzione.Per inciso, il passaggio alla copertura sanitaria universale e alla medicina socializzata in Francia è in gran parte attribuibile al dott. Guillotin, che ha supervisionato l’istituzione del primo comitato per la salute in parlamento nel 1790.


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